FONDO DI PREVIDENZA GDF. IL SILF SCRIVE AL CDA

Da qualche giorno gira sui social un messaggio che sta allarmando tutti finanzieri con riferimento al destino del Fondo di Previdenza. Si paventa di tutto: accorpamento con la Cassa Ufficiali, incremento del contributo obbligatorio e chissà quali altre conseguenze senza adeguate argomentazioni, tanto da indurre il dubbio che il premio previdenza integrativo possa continuare ad esistere.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, non prima di aver rassicurato i nostri iscritti: il premio integrativo di previdenza non è discussione!

Il Fondo di Previdenza è un Ente dei ruoli I.S.A.F che ha lo scopo di erogare una previdenza integrativa (aggiuntiva a quella principale dell’INPS) e la possibilità di concedere prestiti. Il Fondo è alimentato da un contributo obbligatorio che è pari al 2% sull’80% di alcune voci stipendiali fisse (parametro, IVC, assegno di funzione, ecc.) e da altre entrate frutto di investimenti mobiliari e immobiliari. Nel cedolino paga trovate la trattenuta in esame tra le ritenute previdenziali alla voce “fondo di previdenza GDF” aliquota 1,6 su 100% che equivale a 2 su 80%[1]. Il Fondo è gestito da un CdiA[2] (composto da 1 Ufficiale, 2 Sottufficiali e 2 App/Fin), fa riferimento al Comandante in seconda che traduce in provvedimenti le determinazioni proposte dal CdiA ed è sottoposto alla vigilanza del M.E.F..

Anche se bilanci e documenti sono regolarmente pubblicati (clicca qui), la gestione del Fondo sconta diversi problemi, dovuti alle arcaiche regole (rimaste agli ’30) di contabilità e di governance.

Le deliberazioni del CdiA sono infatti sottoposte alla vigilanza della sola amministrazione, la contabilità è rendicontata solo sotto l’aspetto finanziario e la scelta dei membri dello stesso CdiA è rimessa ai vertici del Corpo del momento, seppure le modalità di selezione dei membri del CdiA prevedano la consultazione della rappresentanza militare e la presentazione di libere candidature.

Strano che, in sede di audizione in Parlamento nell’iter di formazione della legge sul sindacato dei militari e in sede di incontro con il Comandante Generale, il SILF sia stato l’unico sindacato a chiedere di inserire nella futura legge o anche solo nelle Circolare un preciso riferimento alla competenza dei sindacati su tale materia.

Non conoscendo nel dettaglio la situazione dei conti del Fondo e le ragioni che avrebbero portato il CdiA a proporre un incremento del contributo (gli Organi del Fondo al momento si confrontano informalmente solo con il Cocer), abbiamo chiesto un incontro urgente allo stesso CdiA (clicca e preleva la nota Silf 3 2024 Fondo di Previdenza) per farci spiegare la situazione ed avanzare quelle che, a nostro avviso, sono possibili e sostenibili proposte alternative.

Il SILF è inoltre pronto a discutere sul futuro del Fondo di Previdenza e degli altri Enti assistenziali e previdenziali del Corpo ed a battersi affinché la gestione degli stessi sia migliorata sotto il profilo della professionalità, della partecipazione, del controllo e della trasparenza.

[1] siamo nell’ordine di 25-40 euro mensili.

[2] d.p.R. 8 novembre 2018, n. 137