A fine maggio eravamo rimasti che il Governo avrebbe valutato le richieste su specificità e previdenza dedicata e, di lì a qualche giorno, avrebbe emanato un decreto legge con alcune modifiche alle relazioni sindacali, anche al potere di secondo di livello dei sindacati del personale militare.
Nell’incontro di ieri è emerso che il Governo intende chiudere la partita entro l’estate, rappresentando le seguenti risposte/proposte:
- non è in condizione di reperire risorse per la specificità (accessorio);
- la previdenza dedicata è una priorità, ma al momento non ci sono risorse per avviare il provvedimento (mancano 400 milioni, rispetto ai 60 sinora stanziati);
- il decreto legge che dovrebbe contenere le novità sulle relazioni sindacali è in itinere, ma non è ben chiaro quando sarà emanato e nemmeno cosa conterrebbe, visto che a quanto si legge nella nota diffusa qualche giorno fa, la Difesa non sostiene (in verità lo ha sempre osteggiato) l’ampliamento dei poteri sindacali;
- la Difesa ha “acconsentito” ad aprire un Tavolo di confronto, vivaddio con la presenza della Funzione Pubblica, per modificare legge 46 che, alla prova dei fatti, ha dimostrato tutta la sua inefficacia.
In buona sostanza, il Governo dimostra una certa umiltà nell’ammettere ritardi ed errori e sembrerebbe disposto ad aprire una nuova e diversa stagione di confronto e dialogo con i sindacati, ma in cambio chiede una firma sul contratto in tempi rapidissimi.
Il SILF non può e non intende firmare in cambio di impegni e promesse espresse da un Governo che solo lo scorso dicembre aveva promesso “mare e monti” e solo a gennaio 2025 ha emanato un Regolamento con il quale ha, di fatto, negato i poteri di secondo livello dei sindacati del personale militare.
Se il Governo ha davvero a cuore gli interessi dei finanzieri e davvero vuole mettere nelle loro tasche al più presto i benefici del rinnovo, deve portare sul tavolo fatti e atti concreti, ha avuto e ha tutto il tempo di prepararli, se davvero vuole!