CONTRATTO 2025-2027. LE RISPOSTE DEL SILF

RINNOVO CONTRATTO 2025 – 2027. LE RISPOSTE DEL SILF

Perché avete firmato?

Per garantire che gli aumenti salariali arrivino nelle tasche dei colleghi il prima possibile (gennaio 2027) e per avviare sùbito i tavoli su previdenza e relazioni sindacali.

L’alternativa era prolungare le trattative in un clima di imminente campagna elettorale, con il rischio concreto di veder bloccate le risorse attuali senza alcuna garanzia di ottenerne di maggiori in autunno.

Cosa si è ottenuto sotto il profilo della previdenza?

Si è ottenuto l’impegno formale per l’apertura di un tavolo di confronto con la presenza del MEF, passo indispensabile per individuare soluzioni finanziarie reali.

Subordinare la firma di questo contratto allo stanziamento immediato e totale della previdenza dedicata (circa 470 milioni di euro) avrebbe significato bloccare il rinnovo, lasciando il personale senza aumenti contrattuali per anni in attesa di fondi attualmente non disponibili.

Cosa si è ottenuto sotto il profilo del secondo livello di contrattazione e delle prerogative sindacali?

Partiamo da un presupposto: senza secondo livello non esiste il sindacato.

Il secondo livello di contrattazione non è una questione burocratica, ma lo strumento che tutela la vita quotidiana dei colleghi nelle caserme: turni, carichi di lavoro e distribuzione dei fondi accessori (FESI). Essendo questa tutela attualmente inefficace, abbiamo preteso e ottenuto:

  • l’apertura di un tavolo a settembre per costruire un reale secondo livello di contrattazione, revisionando i limiti dell’attuale legge.
  • l’obbligo immediato per le Amministrazioni di inviare i provvedimenti su cui è richiesto il parere sindacale almeno 10 giorni prima dell’emanazione (non più 1 o 2 giorni); questo garantisce al sindacato il tempo materiale per intervenire, controllare i testi e difendere i diritti del personale prima che le decisioni calino dall’alto.

Chi ha firmato il contratto?

Forze di polizia ad ordinamento civile: 14 SI

Arma dei Carabinieri: 3 SI – 4 NO;

Guardia di Finanza: 3 SI – 1 NO;

Forze Armate: 5 SI – 9 NO.

Percentuali deleghe: SI 72% – NO 28%.

Perché tutti i sindacati delle Forze di polizia ad ordinamento civile, come i sindacati del resto del pubblico impiego, hanno detto “SI” a queste cifre e nel settore militare c’è stato un certo dissenso?

Sono molte le ragioni. Ma la prima risiede, a nostro avviso, proprio nell’assenza del secondo livello di contrattazione.

Nel settore civile esiste già un solido secondo livello contrattuale: chi non firma il contratto nazionale perde il diritto di contrattare a livello locale (sui fondi accessori e sull’organizzazione del lavoro). Nel comparto militare, a causa di una normativa ancora limitata, questa dinamica è assente.

Ciò consente margini di manovra differenti, permettendo di rifiutare la firma nazionale senza subire l’immediata esclusione dalle dinamiche di contrattazione di amministrazione e periferica.

Le OO.SS. sindacali che non hanno firmato parteciperanno ai Tavoli di confronto?

In base alla normativa vigente, le sigle non firmatarie non potranno partecipare alle trattative per il FESI del prossimo triennio.

Saranno invece presenti ai tavoli sulla previdenza dedicata e sulla riforma della legge 46.

Aver firmato l’accordo significa essersi assunti la responsabilità formale di far aprire questi tavoli, di cui beneficerà tutto il personale, a prescindere dall’appartenenza sindacale.

Perché non avete aderito alla manifestazione del 18 luglio?

Rispettiamo chi ha scelto la piazza, ma abbiamo ritenuto più utile presidiare il tavolo negoziale. Le richieste alla base della manifestazione, per quanto legittime nei princìpi, si scontrano con l’impossibilità di ottenere il raddoppio delle risorse nell’immediato. Abbiamo preferito la via pragmatica: assicurare sùbito i fondi disponibili per il personale e lavorare sui tavoli tecnici per le riforme strutturali.

C’è chi insinua che avete accettato in cambio di favori personali?

Le modifiche tecniche relative ai distacchi sindacali non costituiscono un favore personale, ma la correzione di un’anomalia normativa. Affinché il sindacato possa studiare le leggi, esaminare i provvedimenti in anticipo (come ottenuto con i 10 giorni di preavviso) e difendere il personale affrontando l’Amministrazione ad armi pari, è tecnicamente indispensabile disporre di personale dedicato e allineato ai mandati operativi.

Cosa farete se il Governo non emanerà le norme promesse o non avvierà i tavoli previsti dal contratto?

L’apertura dei tavoli su previdenza e relazioni sindacali costituisce il nucleo di questo contratto. Se il Governo non rispetterà gli impegni assunti, avvieremo un’ampia mobilitazione. La differenza fondamentale è che, avendo firmato oggi, potremo protestare avendo già messo al sicuro gli aumenti economici per le famiglie dei colleghi, senza usare i loro stipendi come merce di scambio.

Riflessione conclusiva:

Il valore della responsabilità sindacale oltre la demagogia

Il confronto, anche aspro, è l’anima dell’azione sindacale. Tuttavia, esiste una linea di demarcazione netta tra il dissenso costruttivo e la sterile demagogia. Assistere oggi a campagne denigratorie interne al nostro comparto non rappresenta solo una grave violazione delle corrette relazioni che dovrebbero intercorrere tra sigle, ma costituisce un danno oggettivo e tangibile per tutto il personale in divisa.

La tutela dei diritti non si costruisce trasformando le relazioni tra sindacati in una perenne campagna elettorale, né rincorrendo slogan che si sanno a priori essere irrealizzabili. Chi sceglie la via del populismo opportunistico – promettendo traguardi impossibili e delegittimando sistematicamente chi si assume il peso della trattativa – ottiene un unico risultato: frammentare il fronte dei lavoratori. Un fronte diviso è storicamente il più grande favore che si possa fare alla controparte governativa.

Come organizzazione, rifiutiamo categoricamente questa deriva. Non ci presteremo al gioco dello scontro fratricida, semplicemente perché le polemiche non mettono un solo euro in più nelle tasche dei colleghi, né garantiscono un diritto in più all’interno delle caserme. Il nostro compito è studiare le norme, sedersi ai tavoli, affrontare le Amministrazioni e portare a casa il massimo risultato esigibile nelle condizioni date. Affidiamo la valutazione di queste dinamiche al personale tutto ed ai nostri iscritti. I lavoratori che ogni giorno affrontano i sacrifici del servizio sanno distinguere perfettamente chi specula sulle loro legittime frustrazioni per raccogliere facili consensi, e chi invece si assume la responsabilità, talvolta scomoda, di firmare accordi concreti per non lasciare le famiglie a mani vuote. Agli attacchi strumentali continueremo a rispondere nell’unico modo utile ai colleghi: con i fatti, le tutele e i risultati.

Clicca e scarica la Tabella SILF aumenti e arretrati 2025-2027

Clicca e scarica l’Ipotesi di contratto Forze di polizia ad ordinamento militare

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