19 Luglio 1992 – 19 Luglio 2026.
Oggi il SILF ricorda il sacrificio del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Come finanzieri e come cittadini, non possiamo limitarci alla commemorazione di facciata. Le inchieste giudiziarie hanno dimostrato che via D’Amelio è stata teatro del più grande depistaggio della storia repubblicana. Dietro quel tritolo non c’era solo la mano militare di Cosa Nostra, ma la complicità di pezzi deviati dello Stato e di una politica collusa che temeva le indagini su mafia e appalti.
Cosa è stato fatto?
Gli strumenti normativi di contrasto patrimoniale, ereditati proprio dalle intuizioni di Falcone e Borsellino, hanno permesso di colpire i patrimoni mafiosi. Tuttavia, la rimozione delle zone d’ombra all’interno delle istituzioni e della politica è un processo ancora incompiuto. La mafia che si annida nei colletti bianchi e nelle stanze del potere si combatte solo con la trasparenza assoluta e la fermezza investigativa.
Chi indossa una divisa e serve la Repubblica ha il dovere di pretendere la verità sull’agenda rossa e sui mandanti occulti.
Non c’è legalità senza giustizia. Non c’è giustizia senza verità.
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