Il SILF – Sindacato Italiano Lavoratori Finanzieri – esprime rabbia, indignazione e profonda preoccupazione per quanto accaduto oggi in Val di Susa, dove l’ennesima escalation di violenza ha provocato il ferimento di appartenenti alla Guardia di Finanza e alle altre Forze di polizia, costretti a ricorrere alle cure sanitarie dopo essere stati bersaglio di un’autentica guerriglia.
Mezzi incendiati. Bombe carta. Pietre. Oggetti lanciati contro uomini e donne in uniforme.
Non è accettabile.
Da troppo tempo assistiamo allo stesso copione: ogni volta che il dissenso sfocia nella violenza, chi paga il prezzo più alto sono sempre gli appartenenti alle Forze di polizia. Colleghi inviati in prima linea per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, esposti ad aggressioni sempre più violente, sempre più organizzate e sempre più pericolose.
Siamo stufi di vedere i finanzieri trattati come bersagli.
Dietro ogni casco c’è una persona. C’è un padre, una madre, un figlio, una figlia. Ci sono donne e uomini che indossano l’uniforme non per cercare lo scontro, ma per adempiere al giuramento prestato alla Repubblica. Nessuno di loro dovrebbe uscire di casa con il timore di non farvi ritorno o di farvi ritorno ferito semplicemente perché sta svolgendo il proprio lavoro.
Il diritto di manifestare è sacrosanto e va tutelato. Ma chi sceglie di incendiare mezzi di servizio, assaltare i cantieri e aggredire deliberatamente le Forze dell’ordine non è un manifestante: è un violento che attacca lo Stato e la legalità.
Altrettanto inaccettabile è assistere, puntualmente, a tentativi di minimizzare, giustificare o relativizzare queste aggressioni. Non esistono cause che possano legittimare la violenza contro chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico. La solidarietà verso gli operatori non può essere episodica né di circostanza: deve tradursi in scelte concrete.
Il SILF chiede che gli autori delle violenze siano identificati in tempi rapidi e chiamati a rispondere delle proprie responsabilità con il massimo rigore previsto dalla legge. Ma questo, da solo, non basta.
È arrivato il momento che lo Stato dimostri con i fatti di essere al fianco dei propri servitori. Servono strumenti di protezione sempre più efficaci, mezzi adeguati, un costante investimento nella sicurezza degli operatori e un pieno riconoscimento del rischio che il personale affronta ogni giorno.
Non è più tollerabile che ogni servizio di ordine pubblico si trasformi in una lotteria sulla salute e sull’incolumità di chi indossa una divisa.
Ai colleghi rimasti feriti va il nostro abbraccio e l’augurio di una pronta guarigione. A tutti gli appartenenti alla Guardia di Finanza impegnati quotidianamente sul territorio va la certezza che il SILF continuerà a difenderne i diritti con determinazione.
Perché chi difende lo Stato non può essere lasciato solo. E, soprattutto, non può continuare a essere mandato in strada come se la sua vita fosse un prezzo accettabile da pagare.