Come noto il SILF ha deciso di firmare l’accordo per il rinnovo del contratto del triennio 2025-2027 per le seguenti ragioni:
- consentire la distribuzione delle risorse già disponibili sul trattamento fisso e continuativo già a gennaio 2027 e consentire alle eventuali ulteriori risorse di essere immediatamente fruibili nel FESI, al contrario attendere la legge di Bilancio avrebbe significato un rinvio di almeno 1 anno);
- aprire un tavolo di confronto, per la prima volta con la presenza della Funzione Pubblica e dei sindacati del personale militare, con il fine di costituire un vero secondo livello di contrattazione e di riformare le relazioni sindacali del settore militare;
- garantire sin da subito e anche in caso di fallimento del tavolo di confronto, un minimo di relazioni sindacali nel settore militare già da subito: istituzione del parere e dei 10 giorni di tempo minimo;
- aprire un tavolo di confronto con il Governo per la previdenza del comparto sicurezza e difesa.
C’è chi ha preferito la più comoda strada del “NO” con pretesti e richieste tanto mirabolanti quanto poco credibili, il SILF, unitamente a USIF e SIAF, ha preferito giocarsi la partita pensando prima al personale e poi al consenso, assumendosi il rischio che gli impegni assunti dal Governo non fossero poi mantenuti.
Il primo impegno è stato mantenuto. Con il decreto legge 7 agosto 2026, n. 144 è stato infatti modificato il d.lgs 15 marzo 2010, n. 60 Codice dell’Ordinamento Militare.
Adesso le amministrazioni militari prima di emettere ogni provvedimento che riguarda materie oggetto di contrattazione dovranno acquisire il parere dei sindacati. Con la precedente versione, di fatto, non esisteva parere, perché i testi venivano inviati solo qualche giorno o ora prima della pubblicazione.
Si tratta di una norma fortemente voluta e rivendicata dal SILF e altrettanto fortemente contrastata dalle amministrazioni militari. Una novità di cui beneficeranno tutti i finanzieri, anche quelli iscritti ai sindacati che non hanno firmato l’accordo. Quegli stessi sindacati che prima affermavano che si trattava solo di un impegno oggi tendono a sminuire la portata della modifica normativa.
Siamo certi che anche gli altri impegni verranno mantenuti e presto si apriranno i tavoli sulle relazioni sindacali del settore militare e sulla previdenza, a cui ovviamente parteciperanno anche i “coraggiosi e coerenti” sindacati che, non avendo risultati da mostrare, usano l’arma della disinformazione e del discredito.