Lo scorso 22 agosto è stato pubblicato in G.U. il d.P.C.M. 13 luglio 2026 che prevede l’incremento del 2,48% a decorrere dal 01.01.2026 degli stipendi, dell’indennità integrativa speciale e degli assegni fissi e continuativi dei docenti universitari e dei dirigenti del comparto sicurezza e difesa.
Come ogni anno, questo dato viene messo a confronto con l’incremento riconosciuto al personale non dirigente con la contrattazione e partono le prese di posizione più o meno demagogiche e populiste.
Vediamo di capire come stanno realmente le cose, analizzando i due sistemi nel loro complesso.
Iniziamo col dire che la dicotomia tra i due meccanismi trae origine dalla mancata riforma del sistema retributivo del personale dirigente del comparto.
Il sistema del personale non dirigente, infatti, è stato nel tempo progressivamente uniformato a quello del resto del pubblico impiego ed è oggi regolato dalla contrattazione triennale e non prevede più da decenni gli scatti di anzianità biennali (cc.dd. classi e scatti).
Il sistema del personale dirigente, al contrario, non è stato innovato e, in attesa di una riforma sempre annunciata e mai attuata, è rimasto regolato dagli scatti di anzianità biennali (cc.dd. classi e scatti) e dall’automatismo “ISTAT” previsto dall’art. 24 comma 1 dalla legge 23 dicembre 1998, n. 448.
Nella seguente Tabella sono riassunte le principali differenze tra i due sistemi.
| Personale non dirigente | Personale dirigente | |
| Retribuzione fissa e continuativa (Stipendio, IIS, IMP, Operativa di base) | Contrattazione triennale | Adeguamento “ISTAT” e scatti di anzianità biennali (cc.dd. classi e scatti) |
| Indennità per lavoro straordinario | Contrattazione triennale (incremento di pochi centesimi rispetto alla retribuzione ordinaria), perché la maggiorazione automatica (15%, 30%, 50% rispetto alla retribuzione ordinaria) prevista dall’art. 5 del d.P.R. 10 aprile 1987, n. 150 è stata abrogata nel 2002. | Adeguamento “ISTAT” con maggiorazione automatica (15%, 30%, 50% rispetto alla retribuzione ordinaria) prevista dall’art. 5 del d.P.R. 10 aprile 1987, n. 150 tutt’ora in vigore per il personale dirigente. |
| Altro accessorio | Contrattazione triennale | Attualmente estensione con provvedimento di legge degli istituti previsti per il personale dirigente. Con il d.lgs. 29 maggio 2017, n. 95 è stata introdotta la contrattazione triennale, al momento mai concretamente attuata. |
| Orario di lavoro | Legge e contrattazione triennale (con limitazioni per il personale militare rispetto al personale civile). | Legge ed estensione per legge dei contenuti previsti dai contratti del personale non dirigente. |
Ma quali sono gli effetti?
Se mettiamo a confronto solo gli incrementi percentuali previsti dal sistema contrattuale e quello dell’adeguamento “ISTAT”, avremo come risultato che il primo è certamente quello più premiante. L’adeguamento ISTAT, infatti, non è direttamente collegato all’inflazione, come in molti credono, ma alla media degli incrementi ottenuti nello stesso periodo delle categorie contrattualizzate.
Nella Tabella sono riportati i dati degli incrementi (anno su anno) ottenuti con i due istituti nel corso degli ultimi anni, al netto delle extra risorse per specificità, riordino e contrattazione della dirigenza.
| Personale non dirigente | Personale dirigente | |
| 2026 | + 1,80% | + 2,48% |
| 2025 | + 1,80% | + 0,61% |
| 2024 | + 5,39% | + 4,80% |
| 2023 | + 0,10% | + 0,98% |
| 2022 | + 0,20% | + 0,45% |
| 2021 | + 1,83% | + 0,91% |
| 2020 | + 1,35% | + 1,71% |
| 2019 | + 0,60% | + 2,28% |
| 2018 | + 2,39% | + 0,11% |
| 2017 | + 0,73% | – |
| 2016 | + 0,36% | – |
| totale | + 16,55% | + 14,33% |
E così sfatiamo la disinformazione messa in giro da chi ha convenienza ad alimentare malcontento.
Se però si tiene conto degli incrementi biennali (8 classi con incremento del 6% e successivi scatti biennali con incrementi del 2,5%) e degli incrementi automatici per l’indennità per lavoro straordinario goduti dal personale dirigente, è evidente che il sistema in uso al personale dirigente risulta più vantaggioso.
Occorre tuttavia evidenziare come, per altri versi, la mancata riforma del sistema retributivo del personale dirigente si è dimostrata penalizzante.
I dirigenti del comparto sono infatti soggetti all’orario di lavoro e a una mobilità molto più sostenuta, poco garantita (discrezionalità pressoché assoluta da parte dell’Amministrazione e tempi di definizione dei movimenti incerti) e mal remunerata. Al contrario, il dirigente del pubblico impiego è soggetto ad una mobilità meno “discrezionale” e molto più “garantita” non è soggetto ad istituti tipici del personale esecutivo (orario, straordinario e indennità) e viene retribuito in base alle responsabilità e ai risultati.
Al contrario di quanto affermato dagli stessi sindacati che alimentano la disinformazione, il SILF ritiene che la strada da seguire non sia quella di estendere l’adeguamento ISTAT al personale non dirigente. Strada che, conti alla mano, si dimostrerebbe per giunta penalizzante.
A nostro avviso, è il sistema in uso alla dirigenza del comparto che deve essere armonizzato e avvicinato a quello già in uso al resto del pubblico impiego:
- attuazione del principio di onnicomprensività con emolumenti legati alla responsabilità ed ai risultati e superamento dell’orario di lavoro e dello straordinario;
- introduzione di un sistema di mobilità con garanzie, tempistiche certe e indennizzi adeguati.
Con l’introduzione della contrattualizzazione della retribuzione accessoria, oggi più che mai anche per i dirigenti l’adesione al sindacato non è solo un opportunità, ma un esigenza concreta a difesa dei propri diritti.
Se condividi questa impostazione, non aspettare, iscriviti al SILF!