Abbiamo appurato, dai media e non da comunicazioni ufficiali, che le Amministrazioni stanno lavorando per attivare il c.d. bonus Giorgetti (articolo 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2024, n. 207) anche nel comparto sicurezza e difesa, sinora rimasto escluso dall’istituto.
Innanzitutto, di che si tratta?
Il c.d. “bonus Giorgetti” è un incentivo riconosciuto a tutti quei lavoratori che decidono di rimanere a lavoro, pur avendo maturato il requisito minimo per l’accesso alla pensione anticipata. In pratica, la quota di contributi in carico la lavoratore non viene versata all’INPS, ma rimane nella disponibilità dello stesso. Ovviamente la stessa quota di contribuzione non entra a far parte del montante contributivo. Quindi, più soldi subito, ma meno pensione in futuro.
A quanto ammonta l’incentivo?
Per i finanzieri si tratterebbe della somma degli importi che compaiono nei cedolini paga NoiPA , alla sezione “Ritenute” alle voci: “Magg. INPDAPF.POL.EXRETR” e “INPDAP F.POL.EXRETR.”.
Si applica anche ai finanzieri?
Sì. A partire dal 01.01.2026, infatti, la norma non esclude più il personale del comparto sicurezza e difesa, atteso che il beneficio include anche il lavoratore che ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, senza esplicitare deroghe.
Come si applicherebbe ai finanzieri?
Al momento la Circolare di attuazione dell’INPS n. 42 del 3 aprile 2026 non considera il personale del comparto sicurezza e difesa e si sta lavorando per capire come può essere applicato questo istituto all’interno delle particolari norme dello stesso comparto.
Si può tuttavia ipotizzare che il beneficio sia riconosciuto a quel personale che ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata entro il 2026 (41 anni di anzianità contributiva utile o 35 anni di anzianità contributiva utile e 58 anni di età anagrafica) e decide di rimanere a lavoro.
Il beneficio durerebbe sino al raggiungimento del limite ordinamentale e sarebbe revocabile.
È conveniente?
L’istituto si presenta indubbiamente molto interessante, in quanto:
- si tratta di importi di almeno 300 euro al mese;
- il beneficio è totalmente “esentasse”;
- già l’attuale normativa (accesso al moltiplicatore o all’ausiliaria) spinge a rimanere in servizio sino al raggiungimento del limite ordinamentale.
Resta tuttavia da comprendere l’entità della potenziale riduzione sull’assegno di pensione.
Solo un confronto puntuale tra beneficio immediato e perdita futura sulla pensione può condure ad una scelta corretta.
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