Con sistema contributivo, l’assegno di pensione è direttamente proporzionale a due fattori: il montante contributivo ed il coefficiente di trasformazione.
Il montante contributivo è costituito dalla somma contributi che ogni anno il lavoratore (8,8% della retribuzione imponibile) e il datore del lavoro (24,2% della retribuzione imponibile) versano all’INPS rivalutata ogni anno per un tasso di rivalutazione pari alla media della variazione del P.I.L. dei 5 anni precedenti. Quindi, se il P.I.L. cresce, cresce la pensione.
I coefficienti di trasformazione sono collegati all’età anagrafica in cui si va in pensione e sono indicati dal Ministero del Lavoro con cadenza biennale, sulla base dei darti “ISTAT” sulla c.d. “aspettativa di vita”. Quindi, più si vive a lungo e meno cresce la pensione.
Lo scorso 17 ottobre il Ministero del Lavoro ha pubblicato i coefficienti per il biennio 2027-2028 che sono scesi rispetti a quelli vigenti nel biennio 2025-2026.
| Età | 2025-2026 | 2027-2028 |
| 57 | 4,20400 | 4,15300 |
| 58 | 4,30800 | 4,25400 |
| 59 | 4,41900 | 4,36100 |
| 60 | 4,53600 | 4,47500 |
| 61 | 4,66100 | 4,59600 |
| 62 | 4,79500 | 4,72500 |
| 63 | 4,93600 | 4,86300 |
| 64 | 5,08800 | 5,00900 |
| 65 | 5,25000 | 5,16600 |
| 66 | 5,42300 | 5,33400 |
| 67 | 5,60800 | 5,51400 |
| 68 | 5,80800 | 5,70700 |
| 69 | 6,02400 | 5,91400 |
| 70 | 6,25800 | 6,13900 |
| 71 | 6,51000 | 6,38200 |
Per effetto di questa riduzione, chi andrà in pensione nel biennio 2027-2028 perde una ventina di euro al mese rispetto a chi va è andato o va in pensione nel biennio 2025-2026.
Qualche giorno fa, l’ISTAT ha diffuso il tasso di rivalutazione del montante contributivo accumulato al 31.12.2025 per l’anno 2026 indicandolo in 1,063359 (per capirci il 6,336% annuale) che genera un significativo (direttamente proporzionale ai contributi utili al 2025) incremento dell’assegno di pensione per chi andrà in pensione a partire dal 01.01.2027.
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