Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con sentenza n. 22113/2025, ha accolto il ricorso proposto da un nostro iscritto in forza ad un reparto del Friuli Venezia Giulia, patrocinato gratuitamente dal servizio legale SILF, ingiustamente escluso dal concorso per vicebrigadieri per avere riportato, anni addietro, una condanna penale, di scarsa entità, inflitta con Decreto Penale di condanna, e dopo aver ottenuto la riabilitazione penale.
“La pronuncia rappresenta un precedente di sicuro rilievo, affermando principi costituzionalmente orientati, contro automatismi escludenti e sbarramenti a progressioni di carriera che, nella misura in cui siano definitivi, non trovano alcuna base nei valori costituzionali” così l’avvocato Emanuela Mazzola, che ha aggiunto “La Corte ha infatti sviluppato un ragionamento costituzionalmente orientato di particolare pregnanza, evidenziando come un’interpretazione rigida della normativa si porrebbe in contrasto con l’art. 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena, con gli artt. 3 e 51 Cost. in tema di ragionevolezza ed eguaglianza nell’accesso ai pubblici uffici, nonché con i principi elaborati dalla Corte Costituzionale e dalla Corte EDU in tema di sanzioni amministrative sostanzialmente penali.”
Armando Gallucci, Segretario Generale Regionale SILF Friuli Venezia Giulia, appreso del contenuto della sentenza ha affermato “questa sentenza rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela dei diritti del personale della Guardia di Finanza e costituirà un precedente giurisprudenziale utile per controversie analoghe, nella costruzione di un percorso che non può lasciare alcuno spazio a condanne sine die”.