Articolo tratto dal sito BrindisiReport
BRINDISI – È stato probabilmente l’unico accordo dissonante nello spartito, riuscito, del G7 nel Brindisino. Ora in due rischiano il processo per la vicenda della Mykonos Magic, nave che era destinata a ospitare 2.570 agenti e ufficiali di polizia giudiziaria impiegati nei servizi di ordine e sicurezza pubblica necessari per lo svolgimento del vertice a Fasano. Era il giugno 2024. Si conta anche un’archiviazione. L’ipotesi è quella di frode nelle pubbliche forniture.
Un’archiviazione, in due a rischio processo
All’epoca, a pochi giorni dall’inizio del G7, forze dell’ordine e loro sindacati avevano denunciato servizi igienici rotti, cabine inagibili, cibo scadente a bordo della nave – ancorata nel porto di Brindisi -, oltre ad altre problematiche. La locale procura si attivò, ci fu il sequestro probatorio.
Le indagini svolte dagli agenti della squadra mobile del capoluogo adriatico (guidata dal vice questore Giorgio Grasso) e dai colleghi dello Sco (Servizio centrale operativo), coordinate dal procuratore di Brindisi facente funzione Antonio Negro, vennero chiuse nel settembre scorso. Si contavano tre indagati.
Nei giorni scorsi, la gip Barbara Nestore ha accolto la richiesta formulata dal procuratore Negro, disponendo l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’armatrice greca Despoina Adriana Iliopoulou, difesa dagli avvocati Massimo Manfreda e Nicola Ridolfi.
Nei confronti del legale rappresentante e del procuratore speciale della società, Antonios Moustakas e George Tatsos (anche loro difesi dai legali Manfreda e Ridolfi), pende richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare si terrà il 12 maggio 2026, davanti al gup Vittorio Testi. L’intero fascicolo sarà tradotto in greco.
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