PACCHETTO SICUREZZA. DOPO IL CONFRONTO CON IL MEF INSERITE TUTELE PER I FINANZIERI. PRUDENZA SULL'”ATTO DOVUTO”

Abbiamo appena avuto modo di leggere i testi del decreto legge e del Disegno di Legge che costituiscono il c.d. “pacchetto sicurezza”.

Iniziamo con il dire che le norme sono state divise in due provvedimenti diversi con tempi di approvazione molto differenti. Il decreto legge, infatti, entra immediatamente in vigore (per poi avere una corsia preferenziale per la sua conversione in legge), mentre il disegno di legge deve essere approvato dal Parlamento.

Da una prima lettura emerge che alcune indicazioni che come SILF abbiamo avuto modo di rappresentare al Ministro Giorgetti e al Sottosegretario delegato Freni sono state recepite dal Governo ed inserite nel pacchetto, ci riferiamo in particolare alle seguenti misure:

  1. superamento anche per il personale della Guardia di Finanza, del divieto di inclusione nelle aliquote di avanzamento in caso di rinvio a giudizio o ammissione a riti alternativi, in analogia a quanto già previsto dalla c.d. “Legge Nordio” per il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Forze Armate (novità purtroppo inserita nel disegno di Legge e quindi di non immediata attuazione);
  2. possibilità di arruolare Ispettori da impiegare nei settori altamente tecnici, attraverso concorsi riservati a giovani laureati con percorsi formativi di 6 mesi (novità inserita nel decreto legge).

Dal punto di vista più generale accogliamo con favore le norme per migliorare sicurezza urbana e nelle scuole, mentre per esprimere un giudizio in ordine all’efficacia della soluzione adottata per superare l’automatica iscrizione nel registro degli indagati (c.d. “atto dovuto”) valida per “chiunque” e non solo il personale delle Forze dell’Ordine, si dovrà inevitabilmente attendere la prova dei fatti.

Le nuove disposizioni in materia, infatti, prevedono:

  • l’iscrizione in un nuovo e separato modello di annotazione preliminare della persona cui è attribuito il fatto, quando “appare evidente” che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione;
  • nuove modalità di attività di indagine nei casi di presenza di cause di giustificazione, pensate per garantire una rapida conclusione delle stesse in assenza di elementi idonei a superare la scriminante.

Al di là di tutto, riteniamo che questo tipo di provvedimenti non siano in grado da soli di risolvere in maniera efficace il problema della sicurezza in questo Paese, se non accompagnati da riforme più profonde e strutturali. A nostro avviso, occorrerebbe, prima di tutto:

  • garantire la certezza della pena, è inutile inasprire le pene se poi non vengono realmente applicate;
  • dotare il personale delle Forze dell’ordine di un’efficacie e tempestiva tutela legale;
  • investire nelle Forze dell’Ordine e più precisamente in addetti (ripristino delle carenze organiche), in mezzi (spesso insufficienti e/o inadatti), in infrastrutture (alloggi) e in stipendi adeguati (le indennità del personale del comparto sono ferme da decenni);
  • lavorare e investire sulla cultura della legalità, in ogni ambito e luogo; non è accettabile che ci siano zone dove lo Stato non è presente.

LA SEGRETERIA NAZIONALE SILF

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